Nei giorni tra il 2 e il 3 giugno 1946 si svolse il Referendum istituzionale che mise fine alla monarchia nel nostro Paese. Gli italiani scelsero la Repubblica e votarono per eleggere i 556 deputati dell’Assemblea Costituente che avrebbero redatto la nuova Carta Costituzionale. Fu la prima tornata elettorale a vero suffragio universale, in quanto per la prima volta nella storia del paese andarono alle urne anche le donne.
Lunedì 10 giugno 1946 alle ore 18:00, nel Salone della Lupa a Montecitorio il Presidente della Corte Di Cassazione, Giuseppe Pagano, lesse i risultati ufficiali del Referendum.
Si recò a votare l’89,1% degli italiani, pari a 24.947.187, di cui 12.998.131 donne. Il risultato delle urne fu il seguente: MONARCHIA voti 10.718.502 (45,70%), REPUBBLICA voti 12.718.641 (54,30%), bianche/nulle 1 .509.735. Totale voti validi 23.437.143 .
Il referendum mise così fine al Regno d’Italia che dal 1861, data dell’unificazione, per 85 anni, era stato guidato dalla famiglia reale dei Savoia.
E’ la nascita della Repubblica Italiana!
La prima festa della Repubblica non si tenne il 2 giugno, ma nacque spontaneamente tra il 10 e l’11 giugno 1946 dopo che i risultati del referendum erano stati resi noti dal presidente della Corte di Cassazione.
Dall’anno successivo si scelse, per celebrare la festa della Repubblica, il 2 giugno, data in cui si tenne il referendum istituzionale. Fu con l’entrata in vigore della Legge n. 260 del 27 maggio 1949 che la data del 2 giugno fu riconosciuta ufficialmente festività nazionale. Nel 1977 venne soppressa e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di giugno.
La festività venne ripristinata nel 2001 con la legge 20 novembre 2000 n. 336.
Tale ricorrenza rappresenta una parte fondamentale della nostra memoria storica, testimonia il coraggio di tutti coloro che difesero la Patria e diedero un determinante contributo per far nascere un’Italia libera, democratica, basata su fondamentali valori di dignità, di giustizia e di solidarietà.